Come valutare
un consulente AI
Cinque domande da fare alla prima chiamata, cosa deve esserci nel preventivo e i segnali per cui è meglio chiudere e cercare altrove.
Pubblicato il 15 agosto 2026
Non esiste un albo dei consulenti AI. Chiunque può aprire un sito, scrivere "specialista in intelligenza artificiale" e mandarti un preventivo lunedì mattina. Il rischio non è pagare troppo. È pagare per qualcosa che dopo sei mesi nessuno in azienda sa più far girare.
Questa è la lista di domande che userei io se dovessi ingaggiare me stesso. Nessuna richiede di capire di tecnologia.
Le cinque domande della prima chiamata
«Fammi vedere una cosa che hai costruito e che gira oggi.» Non un caso studio impaginato. Una cosa che qualcuno apre stamattina e usa per lavorare. Io mostro RefertAI, il software di refertazione radiografica veterinaria che ho in produzione: l'AI prepara la bozza del referto, il veterinario la valida sempre prima che esca. Se dall'altra parte arrivano solo slide e loghi di aziende, hai già la risposta.
«Qual è l'ultimo lavoro che hai rifiutato, e perché?» Chi lavora sul serio ha detto di no almeno una volta. A un problema che si risolveva con una funzione già inclusa nel gestionale, a un budget che non copriva il lavoro, a chi voleva delegare una decisione che spetta al titolare. Chi non ha mai rifiutato niente vende ore.
«Quanto tempo devo metterci io?» Ogni automazione seria richiede che qualcuno in azienda spieghi come funziona davvero il processo, e poi provi il risultato. Se la risposta è "zero, faccio tutto io", il progetto sta partendo senza le informazioni che servono.
«A chi restano gli accessi quando finiamo?» Account intestati alla tua azienda, chiavi API sul tuo profilo, dati che puoi esportare quando vuoi. La risposta giusta è "tutto a te" e va scritta nel contratto. Ho visto aziende scoprire dopo un anno che il loro strumento viveva sull'abbonamento personale di un consulente sparito.
«Cosa succede se fra tre mesi non funziona?» Ascolta se nella risposta compare una condizione verificabile oppure solo rassicurazione. La differenza fra "ci mettiamo d'accordo" e "se il tempo di risposta non scende sotto le due ore, rimettiamo mano senza costi" è tutta lì.
Il preventivo dice più della chiamata
Un preventivo serio contiene almeno un numero che viene dalla tua azienda: ore di inserimento dati, pratiche gestite al mese, giorni di attesa fra richiesta e risposta. Se dentro non c'è niente di tuo, stai leggendo un listino con il tuo nome in alto.
L'altra cosa da cercare è il perimetro scritto: cosa entra, cosa resta fuori, come si capisce che il lavoro è finito. Senza perimetro ogni richiesta successiva diventa una trattativa, e la trattativa la vince chi conosce la materia. Sui modi in cui si paga una consulenza ho scritto un pezzo a parte, con i tre formati e i segnali d'allarme di ciascuno: quanto costa un consulente AI.
Quando conviene chiudere la chiamata
- Ti propone un canone mensile prima di aver visto un solo processo.
- Parla di strumenti e modelli prima di averti chiesto come lavori.
- Promette percentuali di risparmio senza aver guardato i tuoi dati.
- Ti dice che l'AI Act non riguarda un'azienda piccola. L'obbligo di formazione dell'articolo 4 si applica dal 2 febbraio 2025 e non dipende dal numero di dipendenti.
- Non chiede mai chi controlla quello che l'AI produce prima che arrivi a un cliente.
Cosa non è un criterio
Le certificazioni si comprano in un pomeriggio. I follower non hanno mai consegnato un progetto. L'elenco di modelli e piattaforme citati a memoria dice solo che ha letto le stesse cose che hai letto tu.
Conta una cosa sola: qualcosa che gira, che qualcuno usa, e che puoi vedere mentre lo usa.
Prima di cercare chiunque
Fai la lista delle emorragie: dove la tua azienda perde tempo e soldi ogni settimana, scritto nero su bianco. Si fa da soli, in un'ora. Con quella lista in mano la prima chiamata cambia natura, perché sei tu a portare il problema invece di farti proporre una soluzione. E se cerchi qualcuno che possa passare di persona, ho spiegato come lavoro in Campania.
Domande frequenti
Devo capire di tecnologia per valutare un consulente AI?
No. Le domande che contano riguardano il metodo, non la tecnologia: cosa ha già costruito e dove gira, chi possiede gli accessi a fine lavoro, cosa succede se dopo tre mesi non funziona. Se le risposte sono vaghe su questi punti, il problema non è la tua competenza tecnica.
Le certificazioni AI contano qualcosa?
Poco. Non esiste un albo dei consulenti AI e i corsi che rilasciano attestati si comprano online in un pomeriggio. Vale molto di più una cosa in produzione che qualcuno usa per lavorare ogni giorno.
Come capisco se il preventivo è serio?
Cerca dentro un numero della tua azienda: ore di lavoro manuale, pratiche al mese, tempo di risposta ai clienti. Se il preventivo non contiene niente di tuo, è un listino travestito.
A chi restano gli accessi e i dati a fine lavoro?
A te, sempre. Account intestati alla tua azienda, chiavi API sul tuo profilo, dati esportabili. Chiedilo prima di firmare e fallo scrivere: è la clausola che decide se fra un anno sei libero o legato.
Un consulente che mi dice di non fare niente è un consulente scarso?
È il contrario. Chi ti dice che quel problema si risolve con una funzione che già paghi ti sta facendo risparmiare i suoi stessi soldi. Tienilo da parte per quando serve davvero.