La macchina
che scrive referti
Un referto radiologico costa a un veterinario circa quindici minuti di scrittura. RefertAI lo porta a una manciata di secondi, e lascia la firma dove deve stare: in mano al medico.
Leggere la lastra non è il problema: quello il veterinario lo sa fare benissimo. Il problema è che dopo averla letta deve scriverla: anamnesi, rilievi, conclusioni, nel formato che la clinica usa da vent'anni. Moltiplicalo per decine di studi al giorno e hai ore di tempo clinico speso a dettare l'ovvio.
RefertAI riceve lo studio DICOM, estrae i rilievi e produce una bozza strutturata: supporta più di sessanta modelli di macchine radiografiche. Il veterinario la corregge dove serve, la firma, la esporta in PDF o Word. Via webhook, il referto torna da solo nel gestionale.
Dietro c'è un dataset da cento gigabyte costruito con expertise accademica di radiologia veterinaria. Davanti c'è una regola non negoziabile: nessuna diagnosi autonoma. L'AI scrive bozze; decide sempre un essere umano. È così per scelta di progetto.
Scheda tecnica
| Voce | Valore |
|---|---|
| Ingresso | Studi DICOM; oltre 60 modelli di macchine radiografiche supportati |
| Uscita | Bozza di referto strutturata; export PDF e Word |
| Tempo per bozza | secondi, contro ~15 minuti di scrittura manuale |
| Dataset | 100 GB di imaging veterinario, origine accademica |
| Integrazioni | Webhook verso i gestionali di clinica |
| Controllo umano | Sempre: l'AI non firma, non diagnostica in autonomia |
| Prova | Gratuita, 7 giorni, su refertai.app |