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Quante ore di formazione
servono per l'AI Act?

Nessuna. L'articolo 4 dell'AI Act non fissa un monte ore: chiede formazione proporzionata al ruolo. Cosa serve davvero in una PMI e come dimostrarlo.

Pubblicato il 13 agosto 2026

Giuseppe Delli Paoli
Giuseppe Delli PaoliConsulente AI per PMI italiane — fondatore di RefertAI
In due righeZero ore obbligatorie. L'articolo 4 del Regolamento UE 2024/1689 non fissa un monte ore, non impone un corso e non prevede un certificato: chiede una formazione «sufficiente», proporzionata a quattro criteri scritti nella norma. Davanti a un'autorità non conta la durata, conta che chi usa lo strumento sappia cosa non farci — e che tu possa dimostrarlo.

È la prima domanda che mi arriva sull'AI Act, sempre nella stessa forma: «quante ore di corso dobbiamo fare?». Dietro c'è la speranza di chiudere la pratica con un numero — venti ore, otto ore, un attestato in archivio, avanti il prossimo.

La risposta è che quel numero non esiste. E non è una buona notizia come sembra.

Piccola premessa: se sei arrivato qui cercando il monte ore per i docenti, questa pagina non fa per te. Parla di aziende private, che è un capitolo diverso e con regole diverse.

Cosa dice davvero l'articolo 4

Il Regolamento UE 2024/1689 chiede a chi fornisce e a chi utilizza sistemi di IA di adottare misure per garantire, nella misura del possibile, un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA del proprio personale e di chiunque usi quei sistemi per suo conto.

Nessun numero. Nessun programma. Nessun certificato. Ma la norma non ti lascia a mano libera: nella stessa frase elenca i criteri con cui quel «sufficiente» va dimensionato — le conoscenze tecniche delle persone, la loro esperienza, la loro istruzione e formazione, e il contesto in cui i sistemi vengono usati, comprese le persone su cui vengono usati.

Tradotto: la misura non la decide un ente esterno, la decidi tu, e devi saperla giustificare. È un obbligo di risultato travestito da obbligo generico.

L'articolo è applicabile dal 2 febbraio 2025 — non è una scadenza in arrivo. Dal 2 agosto 2026 è operativo anche l'impianto di vigilanza, quindi la parte in cui qualcuno può venire a chiedertelo è cominciata.

Come si dimensiona nella pratica

Quello che faccio quando entro in un'azienda è smettere di ragionare in ore e cominciare a ragionare in profili. Nella stessa PMI ne convivono tre, e hanno bisogni diversi:

Chi usa l'AI ogni tanto, per rigirare una frase o riassumere un documento interno. Qui serve poco e serve concreto: cosa fa lo strumento, che si inventa le cose in modo credibile, cosa non ci si scrive dentro. È una conversazione, non un corso.

Chi ci lavora tutti i giorni su roba che esce dall'azienda — email ai clienti, preventivi, testi pubblicati, selezione di curriculum. Qui il tempo cresce, perché serve una cosa in più: quando ci si ferma e si controlla a mano. È la parte che vedo saltare più spesso.

Chi decide quali strumenti entrano, con quali dati, sotto quale contratto. Una persona sola, di solito il titolare. Ha bisogno di sapere quali usi sono vietati, quali sono ad alto rischio e cosa cambia quando i dati escono dall'azienda.

Sommare tre numeri presi da tre profili diversi dà un piano di formazione. Prendere un monte ore uguale per tutti dà un attestato e nessuna protezione.

Cosa deve contenerci dentro, qualunque sia la durata

Quattro cose, e reggono anche in mezz'ora fatta bene:

  1. Cosa fa e cosa non fa lo strumento. Soprattutto che produce risposte plausibili anche quando sono sbagliate.
  2. Cosa non ci si scrive dentro: dati dei clienti, dati sanitari, documenti riservati, credenziali.
  3. Chi valida l'output prima che esca. Nel software di refertazione veterinaria che ho fondato, RefertAI, la regola è scritta nel prodotto: l'AI propone, il veterinario valida sempre. In un'azienda che usa strumenti generalisti il principio non cambia, cambia solo chi firma.
  4. A chi si chiede quando una cosa non torna.

La parte che conta più delle ore

La formazione non documentata, davanti a un'autorità, vale quanto la formazione non fatta. Serve una traccia banale: chi c'era, quando, su quali strumenti, cosa si è detto. Un foglio di calcolo basta e avanza.

Aggiungici una policy di una pagina — strumenti ammessi, dati vietati, chi valida — e hai coperto la parte organizzativa. Perché l'articolo 4 non ha una sanzione propria, ma le misure organizzative pesano su tutto il resto: quando arriva una contestazione su altro, averle o non averle sposta l'ago.

Le altre scadenze e cosa comportano stanno nella pagina sull'AI Act. Se il dubbio a monte è se il regolamento ti riguardi affatto, ho risposto qui: l'AI Act riguarda anche chi usa solo ChatGPT. Se invece stai valutando a chi affidare il lavoro, ho scritto quanto costa un consulente AI.

Non sono un avvocato: su un contenzioso serve un legale. La parte pratica — capire dove l'AI è già entrata, formare chi la usa e lasciare la traccia — è quella di cui mi occupo io.

Domande frequenti

Quante ore di formazione impone l'AI Act?

Nessuna. L'articolo 4 non indica un numero di ore, non prescrive un programma e non impone un certificato. Chiede un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA, proporzionato alle conoscenze tecniche, all'esperienza, all'istruzione di chi usa lo strumento e al contesto in cui viene usato.

Serve un corso certificato o un ente accreditato?

No. Non esiste un ente che certifichi l'alfabetizzazione IA ai fini dell'articolo 4, e nessun attestato ti mette al riparo da solo. Un corso può essere un modo comodo di farlo, non un obbligo: quello che conta è che sia pertinente al lavoro che le persone fanno davvero.

Da quando è in vigore l'obbligo?

L'articolo 4 è applicabile dal 2 febbraio 2025. Non è una scadenza futura: è già passata. Dal 2 agosto 2026 è operativo anche l'assetto di vigilanza, quindi la verifica da parte delle autorità nazionali è diventata concreta.

Vale anche per una ditta individuale o una microimpresa?

Sì. L'articolo 4 non ha soglie dimensionali. Cambia la quantità di lavoro, non l'obbligo: in un'azienda di tre persone «sufficiente» è molto meno di quello che serve in una di trecento, ma non è zero.

Queste sono le ore per la scuola o per le aziende?

Per le aziende private. La formazione del personale scolastico segue percorsi e monte ore stabiliti dal Ministero, che sono una cosa diversa e non derivano dall'articolo 4 dell'AI Act.

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