Da dove
si comincia
Cinque automazioni che in una piccola azienda si mettono in piedi per prime. Cosa fanno, cosa serve, quanto tempo ci vuole e dove si sbaglia.
Pubblicato il 13 agosto 2026 · Nessuna email richiesta
L'intelligenza artificiale non ti sostituisce. Ti sostituisce qualcuno che la usa e fa il tuo stesso mestiere. È una differenza che cambia tutto, perché sposta il problema da una cosa che non controlli a una che controlli benissimo.
E non serve diventare tecnico. Serve capire quali pezzi del tuo lavoro si possono descrivere per iscritto, perché quelli si automatizzano, e quali richiedono il tuo giudizio, perché quelli restano tuoi e vanno lasciati fuori senza rimpianti.
Qui sotto ci sono le cinque cose che metto in piedi per prime, in ordine di quanto sono facili. Nessuna richiede di saper programmare. Tutte richiedono che tu rilegga quello che esce, almeno all'inizio.
1 · Le risposte che scrivi sempre uguali
Cosa fa. Quando arriva una richiesta di quelle che ricevi venti volte al mese, prepara la risposta già adattata al caso, e te la lascia in bozza.
Cosa serve. Venti risposte che hai già mandato in passato. Le rileggi, ne tieni cinque che ti piacciono davvero, e quelle diventano il modello. Il lavoro sta tutto qui, ed è lavoro tuo: nessuno conosce il tuo modo di rispondere.
Quanto ci vuole. Un giorno di lavoro, spalmato.
Dove si sbaglia. Far partire l'invio da solo. Le prime due settimane rileggi tutto, e vedrai che una risposta su cinque va corretta. Chi salta questa fase riceve la prima lamentela e spegne tutto per sempre.
2 · Il sollecito che nessuno fa
Cosa fa. Ogni mattina guarda i preventivi mandati e non ancora chiusi, tira fuori quelli fermi da più di cinque giorni e prepara il messaggio di sollecito, uno per uno, già scritto.
Cosa serve. Che i preventivi stiano in un posto solo con una data accanto. Se stanno in tre posti diversi, il primo lavoro è metterli in uno.
Quanto ci vuole. Un giorno, se i dati sono già in ordine.
Perché comincio spesso da questa. È quella che si ripaga più in fretta. Nella maggior parte delle aziende che ho visto, più della metà dei preventivi non riceve nemmeno un sollecito, e non per pigrizia: è che quel compito non è scritto sul nome di nessuno.
3 · Gli appunti delle chiamate
Cosa fa. Registra la chiamata, la trascrive, e ne ricava un riassunto corto con dentro due cose sole: quello che hai promesso e quando.
Cosa serve. Il consenso dell'altra persona, chiesto all'inizio della chiamata. Non è un dettaglio burocratico: registrare senza dirlo è un problema serio, e chiederlo costa una frase.
Quanto ci vuole. Due giorni, perché la parte lunga è decidere che forma devono avere gli appunti.
Dove si sbaglia. Farne un riassunto lungo. Se supera dieci righe non lo rilegge nessuno, e tanto valeva non farlo.
4 · Un contenuto lungo tagliato in pezzi
Cosa fa. Da una registrazione lunga tira fuori i punti che stanno in piedi da soli, e per ognuno prepara il testo adatto a ciascun canale, che non è lo stesso testo copiato.
Cosa serve. Registrare una cosa lunga per volta invece di inventarne cinque corte. È un cambio di abitudine più che di strumenti.
Dove si sbaglia. Lasciare i sottotitoli automatici. In italiano sbagliano i nomi propri e i termini del mestiere, e quel testo è esattamente quello che i motori di ricerca leggono al posto tuo.
Questa è la parte del mio lavoro che gira già così: da un video lungo escono i pezzi brevi e i testi per ogni canale, e la pubblicazione parte da sola a orari fissi. Lo racconto perché è verificabile, basta guardare il calendario.
5 · La bozza del preventivo
Cosa fa. Dalla richiesta del cliente ricostruisce una bozza partendo dai preventivi simili già fatti: righe, quantità, condizioni.
Cosa resta tuo. Il prezzo e il margine. Sempre. Quella è la decisione per cui ti pagano, e non va delegata a niente.
Perché è l'ultima. Richiede che i preventivi vecchi siano leggibili da una macchina. Se sono documenti impaginati a mano, uno diverso dall'altro, prima va sistemato quello, e diventa un lavoro di settimane invece che di giorni.
L'ordine giusto
Questa lista è ordinata per difficoltà, non per convenienza. Per capire da quale partire davvero serve un numero: quanto ti costa oggi ognuna di quelle cose, in euro alla settimana.
Il conto si fa in una sera, con carta e penna, e ci sono i quattro punti da misurare qui: trova l'emorragia. Quella pagina viene prima di questa, anche se sembra il contrario.
Se poi vuoi che ti dica quale delle cinque farei per primo nel tuo caso, la chiamata è gratuita e dura un quarto d'ora. Non ti serve preparare niente, basta che mi racconti com'è fatta una settimana normale.
Il metodo per intero, in undici minuti · Guardalo su YouTube