GDP — Rivista di AI applicata Rubrica · Metodo p. 15

L'analisi
dei competitor

Cosa raccoglie, come si mette insieme, e cosa trovi sulla scrivania il lunedì mattina. Compresa la parte che quasi nessuno fa.

Pubblicato il 13 agosto 2026 · Nessuna email richiesta

Cercare idee per i contenuti è il lavoro peggiore della settimana. Non perché sia difficile, ma perché non finisce mai e non si vede: apri il telefono per venti minuti, scorri, chiudi, e non hai né un'idea né la sensazione di aver lavorato.

Da qualche mese quel pezzo non lo faccio più a mano. Una volta a settimana un giro automatico va a vedere cosa hanno pubblicato le persone che parlano al mio stesso pubblico, quali contenuti sono andati meglio dei loro soliti, con che prima frase aprivano e in che formato erano.

Il lunedì mattina è già in tabella. Io scelgo cosa registrare e basta. Qui sotto c'è come è fatto, passaggio per passaggio, così puoi rifarlo anche da solo.

Tavola tecnica: dagli account osservati si raccoglie una volta a settimana, si ordina per rapporto interazioni su seguito, restano dieci righe. Lo stesso giro passa sui contenuti propri. CHI GUARDO 5-10 ACCOUNT, STESSO PUBBLICO I MIEI CONTENUTI STESSE MISURE, STESSA SCALA RACCOLTA — UNA VOLTA A SETTIMANA PRIMA FRASE · FORMATO · DURATA · NUMERI · DATA ORDINAMENTO — INTERAZIONI / SEGUITO SENZA QUESTO VINCONO SEMPRE I PIU GRANDI DIECI RIGHE, LUNEDI MATTINA, 5 MINUTI DI LETTURA
Dieci righe. Se sono cinquanta, torni a scorrere il telefono.

Cosa raccoglie

Quattro campi, e nessuno di questi è il numero di like da solo.

La prima frase

Le prime due righe decidono se qualcuno resta. Salvate una accanto all'altra, cinquanta prime frasi che hanno funzionato diventano un elenco di schemi riutilizzabili, ed è la parte che serve di più quando devi registrare.

Il formato

Persona che parla in camera, testo su schermo, dimostrazione, spezzone di una cosa più lunga. Spesso il formato spiega il risultato più dell'argomento, e si scopre solo mettendo i dati in colonna.

Il rapporto, non il totale

Interazioni divise per il seguito di quell'account. Senza questa divisione la classifica la vincono sempre i profili grandi, e tu impari solo che i profili grandi sono grandi. Con la divisione emergono i contenuti che hanno fatto molto per quell'account, e quelli sono replicabili.

Quando è uscito

Un contenuto di tre giorni fa e uno di tre mesi fa non si confrontano. La data serve a buttare via il vecchio, che è metà del lavoro di una tabella utile.

Come si mette insieme

Cinque passaggi. Il primo è quello che decide tutto, e non è tecnico.

  1. Scegli chi guardare. Da cinque a dieci account che parlano al tuo stesso cliente. Non i più famosi del settore: quelli che vendono a chi compra da te. Sbagliare questa lista rende inutile tutto il resto.
  2. Decidi cosa vuol dire andato bene. Una misura sola, uguale per tutti. Interazioni sul seguito funziona quasi sempre.
  3. Fai girare la raccolta una volta a settimana. Non ogni giorno. Ogni giorno diventa un'altra cosa da guardare, e torni al punto di partenza.
  4. Taglia a dieci righe. La tabella deve stare in una schermata. Quello che non ci entra non è stato scartato per sbaglio: è stato scartato apposta.
  5. Leggila una volta, il lunedì. Venti minuti, si scelgono le idee della settimana, si chiude il file fino al lunedì dopo.

La parte che quasi nessuno fa

Lo stesso giro va fatto anche sui tuoi contenuti, con le stesse misure.

Sembra ovvio e non lo fa nessuno, perché guardare i propri numeri è meno divertente che guardare quelli degli altri. Però è l'unico modo di capire perché un contenuto dei loro va e uno dei tuoi no, visto che finché le due misure stanno su scale diverse il confronto non esiste.

Nella pratica succede questo: scopri che i tuoi contenuti migliori hanno una cosa in comune che tu non avevi notato. Nel mio caso erano quelli in cui mostravo qualcosa sullo schermo invece di raccontarlo. Non l'avrei mai indovinato a sensazione.

Quanto costa davvero

Le agenzie questo lavoro lo fanno pagare a canone, ogni mese, per sempre. Quello che ti mandano è quasi sempre la tabella, non il sistema.

Il costo vero, quando te lo fai, non è il software. Sono le due o tre ore in cui decidi chi guardare e cosa misurare. Fatte quelle, la macchina gira e la spesa mensile è quella degli strumenti, che per numeri come i nostri è piccola.

La parte scomoda: se cambi idea sugli account da osservare ogni due settimane, la tabella non ti dirà mai niente, perché non avrai mai due settimane confrontabili. Questa è l'unica disciplina che serve.

Cosa fare adesso

Se vuoi provare a mano prima di automatizzare: scegli cinque account, apri i loro ultimi dieci contenuti e riempi una tabella con i quattro campi qui sopra. Ci metti quaranta minuti e capisci subito se la lista è quella giusta.

Se invece vuoi che giri da solo, la chiamata è gratuita e dura un quarto d'ora. Mi dici a chi vendi, guardiamo insieme la lista degli account, e ti dico come lo imposterei.

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